Aprile 03, 2025
Eleonora Giorgi

Eleonora Giorgi

Addestratore Cinofilo Riconosciuto ENCI e FISC

Conduttrice IGP

Mi occupo nello specifico di Educazione Base, Guida alla scelta del Cucciolo, Maintrailing, Puppy Class e Preparazione per i Brevetti

Per tutte le info sul mio percorso e potermi contattare clicca sul link seguente

Il bouledogue francese anche detto bulldog francese è un cane di razza piccola, riconosciuta dalla FCI nel gruppo 9 (cani da compagnia) con standard N. 101. E' un cane non soggetto a prove di lavoro, di tipo molossoide che raggiunge un peso compreso tra 8 e 14Kg.

LA STORIA DEL BOULEDOGUE FRANCESE

Il Bouledogue francese ha una storia particolare, prima di tutto occorre sapere che, nonostante il nome, è una razza originaria dell'Inghilterra. La storia narra di cani utilizzati per la caccia di prede di taglia medio-grande, di cani che accompagnavano i bovini al macello, da qui il nome di "bolddoge" o "banddoge" che verrà trasformato in bull-dog (cane da toro).

Questi piccoli molossi, non ancora morfologicamente uguali a quelli che conosciamo noi, conobbero molte variazioni di taglia e aspetto nel corso dei secoli, fino alla seconda metà del XIX secolo quando si arrivò ad avere due taglie di bull-dog, nelle mostre canine del 1865 questi cani venivano valutati in due classi, sotto le 12 libre (Toy Bulldog) e sopra le 12 libre.

I cani meno forti venivano "abbandonati" e presi dal popolo che non poteva permettersi cani pregiati, i bulldog dell'epoca venivano utilizzati nella caccia ai roditori, è per questo che molti furono incrociati con cani locali, specialmente di tipo Terrier, erano cani molto fedeli e poco ingombranti al punto che, durante la rivoluzione industriale, le lavoratrici di pizzo portavano con loro i propri cani a lavoro, per migliorare la qualità della vita durante le ore di lavoro. Quando i mercanti di pizzo di Nottingham furono costretti a fuggire per la crisi economica, portarono con sè anche i cani e, approdati a Parigi, questi conquistarono la città e le ricche famiglie francesi.

I bulldog approdati in Francia, probabilmente, furono incrociati con cani locali (Douguins, Terrier e Carlini) andando a modificare ancor di più la propria morfologia, la loro popolarità si consolidò in pochissimo tempo, anche le famiglie americane sul suolo francese si innamorarono di questa razza ed iniziarono ad allevarla in patria.

Ad Content One

STANDARD DEL BOULEDOGUE FRANCESE 

Si rese necessario redigere uno standard di razza, determinare e fissare le caratteristiche di questa razza, ma non fu semplice. Prima di tutto occorreva capire se selezionare cani con le orecchie dritte e muso cortissimo, o cani con orecchie a conchiglia. Nel 1893, M-G. Krehl, un allevatore britannico, importò dalla Francia un gruppo di bouledogue francesi (French Toy Bulldog) e li presentò all'esposizione del Kennel Club creando una querelle sulla paternità del bouledogue francese.
 
C'era chi sosteneva fossero cani discendenti da soggetti britannici e chi, cani creati in Francia. Le tesi più in voga vedevano da una parte Dick Harrison sostenere che i bouledogue francesi discendessero da soggetti britannici e la Signora de Comminges che i Toy Bulldogs approdarono in Francia grazie alle richieste del Conte Le Caumont per la caccia al tasso. Di contro troviamo le tesi del famossissimo cinologo francese, Pierre Mégnin, che sosteneva come il bouledogue francese fosse il frutto di svariati incroci tra il bouledogue de Bordeaux ed il Dogue de Bordeaux, incrocio che all'inizio prese il nome di Doguin o Roquet. Quest'ultimo venne poi incrociato con i cani terrier, per essere utilizzati per la caccia ai roditori e diedero vita al Terriers-Boules del signor Roger.
 
Sta di fatto che il Bulldog Club Inglese iniziò a rifiutare le iscrizioni del French Toy Bulldog nel libro delle origini, imputando ai francesi la colpa di non aver mantenuto pura la razza modificandone le orecchie. L'Inghilterra adotterà lo Standard per il Bouledogue francese solo nel 1911. 
 
Il primo Club di razza venne fondato nel 1880 a Parigi, il primo Libro delle Origini fu aperto nel 1885 ed il primo Standard di razza fu redatto nel 1898 (erano accettate le sole orecchie dritte), nello stesso anno la Société Centrale Canine lo riconobbe come razza grazie al lavoro del magnate americano Gordon Bennet. Nel 1887 fu presentato in esposizione il primo esemplare.
Lo Standard di razza subì delle modifiche negli anni, la prima nel 1931-32 e poi nel 1948. Lo Standard fu rivisto anche nel 1986 da H.F. Reant e R. Triquet, nel 1994 dal comitato del Club Bouledogue français e, nello stesso anno ad opera di Violette Guillon. L'ultima modifica allo Standard risale al 2012 dal Comutato del Club del Bouledogue français.
 
Quel che si può confermare, al di là delle svariate tesi, è che il Bouledogue francese così come lo conosciamo oggi, è il frutto di svariati incroci tra i Toy Bulldog venuti dall'Inghilterra e vari cani locali.
Durante i primi anni del Novecento anche altri paesi fondano il Club di razza del Bouledogue francese, possiamo trovarne in Germania (1909), Austria e Svizzera (1924), in Belgio (1937). La famiglia imperiale Romanov fu una delle più appasionate a questa razza, molti furono gli esemplari con i quali convissero alla Corte dello Zar.
 
 

IL BOULEDOGUE FRANCESE IN AMERICA 

Gli americani presenti a Parigi si innamorarono di questo cane, spesso utilizzato dalle dame come cane da compagnia o dai cocchieri, l'interesse degli americani fu tale al punto che il signor Phelps, nel 1896, portò con sè in America alcuni esemplari per iniziare un allevamento. Nello stesso anno questi cani destarono curiosità ed ammirazione durante una delle mostre canine più famose in America, il Westminster Show. Dall'esposizione al lancio della moda fu un attimo, ed ecco che i costi di questi cani crebbero immediatamente e notevolmente (dai 650 franchi spesi da Phelps ai 6.000 franchi)

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE E CARATTERIALI DEL BOULEDOGUE FRANCESE

La caratteristica morfologica che colpisce al primo sguardo è la struttura compatta e muscolosa nonostante le piccole dimensioni. La testa brachicefala presenta un muso corto e il naso schiacciato, le orecchie sono dritte. Il Bouledogue francese è considerato un molosso di piccola taglia, molto fedele al proprio padrone, ha attitudine alla guardia e alla difesa, ha un buon carattere.
Il pelo deve essere corto, fitto e senza sottopelo, i colori ammessi dallo standard sono: fulvo, bringée (tigrato), caille (bianco con pezzature nere), o caille fauve (bianco con pezzature fulve
I soggetti di questa razza, data la conformazione della testa, potrebbero avere problemi di respirazione, data la mancanza di sottopelo potrebbero avere problemi cutanei come dermatiti o alopecia.
 

LO STANDARD ENCI N° 101 / 17.04.2015

ORIGINE: Francia Data di pubblicazione dello standard originale vigente: 03.11.2014

UTILIZZAZIONE: Cane da compagnia e da guardia

CLASSIFICAZIONE F.C.I. Gruppo 9 - Cani da compagnia Sezione 11 - Piccoli Molossoidi Razza non sottoposta a prova di lavoro 

ASPETTO GENERALE Tipico molossoide di piccola taglia. Possente nelle pur ridotte dimensioni, corto, tarchiato, raccolto in tutte le sue proporzioni, a pelo raso, con muso corto, naso rincagnato, orecchie erette e con coda naturalmente corta. Deve apparire attivo, intelligente, molto muscoloso, di costruzione compatta e con una solida ossatura. Nessun carattere deve apparire così esagerato rispetto agli altri da nuocere all’armonia generale del cane, o da conferirgli un aspetto sgradevole o da disturbarne il movimento

PROPORZIONI IMPORTANTI La lunghezza del tronco (dalla punta della spalla alla punta della natica) supera di poco l’altezza al garrese. La lunghezza del muso è circa 1/6 della lunghezza totale della testa

COMPORTAMENTO Cane da compagnia, socievole, vivace, giocherellone, sportivo, sveglio, possessivo.

TESTA La testa deve essere molto forte, larga e quadrata, con pelle che forma pieghe e rughe pressoché simmetriche, senza esagerazione.

REGIONE DEL CRANIO. Cranio largo, quasi piatto, con fronte bombata. Arcate sopraccigliari prominenti, separate da un solco particolarmente sviluppato tra gli occhi. Questo solco non deve estendersi fino alla fronte. Ridottissimo sviluppo della cresta occipitale. Stop profondamente accentuato.

REGIONE FACCIALE. La testa del bouledogue è caratterizzata dal raccorciamento della regione maxillonasale, nonché da una inclinazione da leggera a media del naso all’indietro. Il naso è leggermente ruotato verso l’alto.

Tartufo: di colore nero, largo, (camuso) corto e rivolto all’insù, con narici ben aperte e simmetriche, che si dirigono obliquamente all’indietro. L’inclinazione delle narici, come pure il naso rincagnato (remouchè) devono comunque consentire una normale respirazione.

Muso: molto corto, largo, con rughe concentriche simmetriche. Labbra: spesse, un po’ rilassate e nere. Il labbro superiore si congiunge all’inferiore nel punto centrale, ricoprendo completamente i denti. Il profilo del labbro superiore è discendente e arrotondato. La lingua non deve mai essere visibile a riposo.

Mascelle: le mascelle sono larghe e potenti. La mascella inferiore si proietta in avanti rispetto alla superiore e descrive una curva ( = ruota) verso l’alto. L’arcata degli incisivi inferiori è arrotondata. Le mascelle non devono presentare alcuna deviazione laterale, né torsione. Lo spazio tra le arcate degli incisivi non dovrebbe essere strettamente delimitato; la condizione essenziale è che il labbro superiore e quello inferiore si congiungano in modo da coprire completamente i denti. Gli incisivi inferiori sorpassano quelli superiori. Incisivi e canini devono presentare un sufficiente sviluppo. E’ desiderabile una dentatura completa.

Guance: ben sviluppate.

Occhi: ben visibili, di espressione vivace, inseriti in basso, piuttosto lontani dal tartufo e dalle orecchie, di colore scuro, abbastanza grandi, rotondi, non lasciano intravedere alcuna traccia di bianco (sclera) quando il cane guarda davanti a sé. I bordi palpebrali devono essere neri.

Orecchie: di media grandezza, larghe alla base e arrotondate in punta. Inserite alte sulla testa, ma non troppo ravvicinate, portate erette. Il padiglione auricolare è aperto verso il davanti. La pelle è fine e soffice al tatto.

COLLO Corto, potente, leggermente arcuato, senza giogaia, si allarga verso le spalle .

TRONCO Profilo superiore: rimonta progressivamente e senza eccessi a partire dal garrese fino al livello del rene. Questa conformazione, detta anche roach back, è una caratteristica di razza.

Dorso: largo e muscoloso, solido e senza lassità.

Rene: corto largo e arcuato.

Groppa: ben inclinata.

Torace: cilindrico e ben disceso (leggermente sotto il livello dei gomiti); a botte, con costole molto cerchiate. Petto: ampio e iscrivibile in un quadrato visto frontalmente. Ventre e fianchi: rilevati senza essere levrettati

CODA Naturalmente corta, nel caso ideale di lunghezza sufficiente a coprire l’ano, inserita bassa, piuttosto dritta, larga alla base, si assottiglia in punta. Una coda arrotolata, annodata, spezzata o relativamente lunga (che non oltrepassa comunque la punta del garretto), è ammessa. La coda è portata bassa, ed anche in movimento non deve superare la linea dell’orizzontale

ARTI ANTERIORI: verticali e paralleli visti lateralmente e frontalmente (bene in appiombo).

Spalla: deve essere ben inclinata (obliqua). Braccio corto, spesso, muscoloso, leggermente incurvato. Gomiti aderenti al corpo, senza lassità.

Avambracci: corti, dritti e muscolosi.

Carpo: solido e corto.

Metacarpo: corto e leggermente inclinato visto di profilo.

Piedi: rotondi, compatti, di piccole dimensioni (“piedi di gatto”), lievemente ruotati in fuori. Dita ben serrate con unghia corte, spesse e di colore nero.

POSTERIORI: forti e muscolosi, sono un po’ più lunghi degli anteriori, in modo da rendere il posteriore più alto. Le gambe sono verticali e parallele viste sia di profilo che da dietro (appiombi regolari).

Coscia: muscolosa, solida.

Garretto: piuttosto disceso, non troppo angolato, né diritto.

Tarso: solido

Metatarso: corto.

PIEDI Rotondi, compatti, non ruotati all’indentro né all’infuori.

ANDATURA Movimento sciolto, potente e fluido; gli arti si muovono parallelamente al piano mediano del corpo visti di fronte e di profilo.

MANTELLO PELO: pelo raso, fitto, lucido e morbido, senza sottopelo

PELLE: ben tesa.

COLORE: fulvo, tigrato o meno, con o senza macchie bianche (“panachure” = white spotting).

MANTELLI SENZA MACCHIE BIANCHE (ESTESE) FULVO: mantello di colore uniforme che va dal fulvo chiaro al fulvo carico, talvolta con presenza di una colorazione più chiara nelle parti declivi, con o senza maschera nera, sebbene la sua presenza sia da preferire. Macchie bianche di limitata estensione possono essere presenti.

BRINGE’: mantello fulvo mediamente attraversato da striature scure trasversali che creano l’effetto di una “tigratura”; le striature non devono mai essere talmente estese da coprire il colore fulvo di fondo. Una maschera nera può essere presente. Macchie bianche di limitata estensione possono essere presenti

MANTELLI CON MACCHIE BIANCHE (ESTESE) BRINGE’ CON MACCHIE BIANCHE DI MEDIE DIMENSIONI O INVASIVE: detto “CAILLE” (“pied”), le macchie sono idealmente distribuite su tutto il corpo. Alcune chiazze sulla pelle sono ammesse.

FULVO CON MACCHIE BIANCHE DI MEDIE DIMENSIONI O INVASIVE : detto “BIANCO/FULVO”, le macchie sono idealmente distribuite su tutto il corpo. Alcune chiazze sulla pelle sono ammesse. In tutti i tipi di mantello il naso è sempre di colore nero, mai marrone o blu. I soggetti totalmente bianchi (con macchia bianca completamente invasiva), a condizione che naso e rima palpebrale siano neri, sono ammessi ma non ricercati per i rischi legati alla sordità.

TAGLIA E PESO ALTEZZA AL GARRESE: maschi da 27 a 35 cm; femmine da 24 a 32 cm; tolleranza: 1 cm al di sopra o al di sotto dei limiti previsti PESO: maschi: 9 - 14 Kg; femmine: 8 - 13 Kg; una tolleranza di 500 g in eccesso è consentita se il soggetto rientra bene nel tipo

DIFETTI Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata difetto e la severità con cui questo sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità:

• mantello caille fortemente moschettato di nero • mantello bianco-fulvo fortemente picchiettato di rosso • nel mantello fulvo, traccia di colore nero intenso che si estende sul dorso • nei mantelli bringè e fulvi presenza di calzini bianchi • unghia chiare

DIFETTI GRAVI • ipertipo, esagerazione delle caratteristiche di razza • muso troppo lungo o esageratamente corto • lingua visibile a bocca chiusa • occhi chiari (da rapace) • linea superiore orizzontale dal garrese al rene • eccessiva depigmentazione delle labbra, del naso o delle palpebre, la cui rima non dovrebbe mai essere completamente depigmentata chiusura a tenaglia.

DIFETTI DA SQUALIFICA • soggetti aggressivi o paurosi • qualunque soggetto che mostri chiaramente anomalie di ordine fisico o comportamentale deve essere squalificato • mancanza di tipo: caratteristiche di razza insufficienti e tali che il soggetto non assomigli agli altri della stessa razza • narici completamente chiuse • torsione o deviazione laterale della mandibola con lingua costantemente visibile • soggetti con incisivi inferiori situati dietro a quelli superiori • soggetti con canini permanentemente visibili anche a bocca chiusa • occhi eterocromi • tartufo di colore diverso dal nero • orecchie non erette • anurismo o coda incarnita • presenza di speroni sugli arti posteriori • garretti invertiti • pelo lungo, duro o lanoso • colore del mantello non conforme a quanto previsto dallo standard, nello specifico nero, nero con focature fulve e tutte le diluizioni del nero con o senza macchie bianche • taglia e peso al di fuori dei limiti dello standard • soggetti che mostrano segni di sofferenza respiratoria sordità

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali e completamente discesi nello scroto

N.B. Solamente soggetti sani ed in grado di assolvere le funzioni per le quali sono stati selezionati e che hanno la conformazione tipica della razza, possono essere utilizzati in riproduzione

 

   

Fonti:

Non tutti sanno che il pastore tedesco nero è una delle varianti ammesse dallo standard ENCI del cane pastore tedesco. Spesso capita di confondere questo cane con il pastore belga o con un meticcio, invece le colorazioni ammesse dallo standard, oltre al nero focato, sono il nero (monocolore o con "calzini" color giallo) ed il grigio uniforme con focature più o meno scure (detto "grigione").

Il motivo della diversità del manto risiede nei diversi utilizzi che venivano fatti del cane pastore tedesco.

Ad Content One

Di norma i cani dal manto nero o scuro venivano utilizzati per la sorveglianza o la guardia del bestiame e delle fattorie, la colorazione nera era richiesta per far si che il cane potesse mimetizzarsi al meglio nella notte, oltre ad essere un ottimo deterrente, alla sola vista, per eventuali ladri.

Già nel 60 d.C. i romani utilizzavano il pastore tedesco nero per la sorveglianza della fattoria e degli animali da cortile, nello scritto "De re Rustica" di Lucio Giunio Columella, si può leggere come il pastore tedesco nero (e bianco) fosse morfologicamente somigliante al lupo, soprattutto per quanto riguarda la forma della testa (triangolare), le orecchie portate ben dritte e il taglio obliquo dell'occhio.

 pastore tedesco nero e nero focato

   

Fonte foto: Google

Fonti consultate: http://www.difossombrone.it

Enci

 

Alain Delon, noto attore francese, ha dichiarato in una recente intervista al settimanale Paris Match, che se mai dovesse morire prima del suo cane, Loubo, vorrebbe che questo venisse soppresso immediatamente.

La dichiarazione ha scatenato la polemica tra chi pensa che sia un gesto altruista e chi egoista.

L'attore francese vive da anni isolato nella foresta della valle della Loira insieme al suo gatto e al cane Loubo, un malinois di tre anni, con il quale ha un rapporto morboso. Nella sua tenuta, Alain ha una cappella intorno alla quale sono seppelliti trentacinque dei suoi cani, come racconta al settimanale, in tutta la sua vita sono stati cinquanta i cani che gli hanno tenuto compagnia. L'attore ha chiesto nel suo testamento spirituale di essere sepolto nella cappella presente nella tenuta, tra i suoi cani ed ha predisposto che il veterinario possa far morire il suo amato Loubo tra le sue braccia, con un'iniezione. 

L'attore ha affermato che il pastore belga è il cane di fine vita e non accetta di lasciarlo da solo nel caso dovesse morire prima del cane poichè non vuole farlo soffrire per la sua perdita.

I commenti a tali dichiarazioni sono stati tantissimi, sui social si leggono frasi offensive nei confronti dell'attore, che lo accusano di crudeltà nei confronti degli animali, frasi ironiche e commenti in linea con il suo pensiero, c'è chi fa appello a Brigitte Bardot, amica dell'attore e nota animalista, per far ragionare Delon.

Fonte foto: Google

Qualche giorno fa Edoardo Stoppa, l'inviato di Striscia la notizia, aveva scoperto un giro illecito di vendita di cuccioli di cane.

Ai piccoli animali, senza nessun documento in regola, senza microchip e spacciati per cani di razza, veniva tinto il pelo per poter essere venduti secondo le colorazioni richieste dal cliente. La vicenda era nata grazie alla denuncia di un signore che aveva acquistato un cane maltese color fulvo, per poi scoprire che il cucciolo era stato tinto con colori chimici.

Grazie al servizio del tg satirico sono intervenute le guardie zoofile di Bari che, nel finto allevamento, hanno scoperto molti altri cuccioli tinti, alcuni con code mozzate, cosa proibita per legge e punibile penalmente. Oltre ai cani sono stati trovati anche molti volatili detenuti contro la legge. Gli animali sono stati sequestrati dalle guardie zoofile. Qui è possibile vedere il servizio di Striscia la notizia 

Fonte foto: mediaset.it

Il Dobermann bianco non è mai stato menzionato negli standard, nè europeo (FCI), nè americano (AKC), il primo esemplare fece la sua comparsa negli Stati Uniti il 10 novembre del 1976, si chiamava Padula's Queen Shebah, ed era figlia di due soggetti con colorazione normale (Rasputin VI e Dynamo Humm).

Padula's Queen Shebah venne registrata dall'AKC (American Kennel Club) e venne creata una lista a parte per tenere traccia dei futuri dobermann bianchi, la z-list, tutti i dobermann bianchi presenti negli USA sono suoi discendenti.

Padula's Queen Shebah primo dobermann bianco

In foto: Padula's Queen Shebah

DOBERMANN BIANCO: PROBLEMI DI SALUTE

Il dobermann bianco non deve essere confuso con l'albino (l'albinismo è una anomalia congenita che consiste nella deficienza di pigmentazione, totale o parziale, di pigmentazione melaninica nella pelle, nell'iride e nei peli), anche se è considerato un albino parziale, i suoi occhi sono azzurri ed il mantello è di un colore crema chiaro con macchie marroncine.

Il dobermann bianco, o parzialmente albino, soffre di fotofobia, cioè non tollera la luce del sole che lo porta ad avere problemi alla vista, come congiuntivite cronica. La sua pelle è molto delicata, occorre stare attenti che non resti esposto alla luce solare per troppo tempo e, comunque, non senza protezione per evitare problemi di dermatiti da eritema solare.

Carattere del dobermann bianco

Il dobermann bianco ha un carattere particolarmente timido, per questa e le altre caratteristiche è stato escluso dallo standard, poichè non in linea con il carattere e le caratteristiche di un dobermann nero focato o marrone focato. Il dobermann bianco è stato escluso anche dallo standard americano, nel quale sono inseriti l'isabella ed il blu, lo standard dell'AKC venne modificato nel 1982.

Ad Content One

MASKING FACTOR

Il colore bianco è dato da un particolare gene, con locus diverso dagli altri, che opera indipendentemente dai geni precedenti, detto masking factor che per manifestarsi deve essere omozigote ipsoiva.

Se indichiamo con W il no masking factor e con w il masking factor, vedremo come cani con geni ww saranno bianchi o crema, altrimenti il colore sarà normalmente determinato; cani con la coppia Ww saranno bianchi recessivi, e cioè porteranno il masking factor alla progenie; cani con la coppia WW sono la maggioranza e sono di colorazione diversa dal bianco. 

Sono stati documentati accoppiamenti tra il dobermann bianco e le altre colorazioni (nero focato, marrone focato, blu ed isabella) ne è risultato che il gene dominante è fornito dal cane bianco, ma che non nascono necessariamente cani bianchi, per esempio, nella cucciolata tra dobermann bianco ed isabella sono nati cuccioli nero focati.

Nelle esposizioni il bianco non è gradito, avere un cane con macchie bianche o pelo chiaro può portare alla squalifica, eliminando il soggetto dalla riproduzione.

ALLEVAMENTO DOBERMANN BIANCO

Abbiamo affermato che il dobermann bianco nasce per una anomalia genetica, quindi non può essere riprodotto in quanto portatore di malattie genetiche, oltre al fatto che non rientra nello standard FCI (Fédération cynologique internationale).

Dal momento che il dobermann bianco è un difetto genetico, qualora in un allevamento dovesse nascere un cucciolo con questa colorazione, l'allevatore NON può VENDERLO (tanto meno a prezzi esorbitanti), nel caso in cui non volesse tenerlo, dovrà REGALARLO e sterilizzarlo per evitare future cucciolate con quell'esemplare.

 

Fonte foto principale: www.dobermannlecce.it

 

 

Anche quest'anno lo sport coincide con il massacro di centinaia di cani randagi.

Come molti sapranno, la prossima estate ci saranno i Mondiali di calcio in Russia, e già da oggi il paese si prepara ad accogliere i tifosi nel miglior modo possibile, cercando di mostrare il meglio delle proprie città, questo a scapito delle centinaia di cani che verranno massacrati poichè randagi.

Ebbene si, dopo solo pochi mesi si torna a parlare di questa pratica disumana per cui gli animali devono rimetterci la vita, i modi poi lasciano a desiderare: cani nei forni crematori ancora vivi o avvelenati.

L'idea di una soppressione di massa, come già accaduto in occasione degli Europei in Ucraina (2012), delle Olimpiadi di Pechino (2014) ed Atene (2004) e delle Olimpiadi Invernali di Sochi (2014), ha fatto insorgere le associazioni animaliste che chiedono di trovare delle alternative, il capo del comitato per la protezione ambientale russa, Vladimir Burmatov, ha chiesto al ministro dello sport, Pavel Kolobkov, di rinunciare a questo massacro cercando delle alternative poichè il loro paese non è selvaggio. L'alternativa, oltre alla prevenzione che si otterrebbe con la sterilizzazione, potrebbe essere quella della costruzioni di rifugi temporanei.

Si aspetta una decisione in merito, non dimenticando che anche durante le passate competizioni sportive la richiesta della creazione di rifugi temporanei era stata accettata, ma i cani furono sterminati comunque.

 

Dopo settantacinque anni arriva la medaglia per l'eroismo al cane Chips, un incrocio fra pastore tedesco e husky, che durante la seconda guerra mondiale aiutò i soldati americani durante lo sbarco in Sicilia.

Secondo i racconti dei soldati protagonisti, durante lo sbarco avvenuto nel 1943 i militari vennero presi di mira dal fuoco nemico, Chips riuscì ad arrivare alla postazione da cui partivano i colpi di mitragliatrice e a trascinare fuori il soldato che stava sparando, i denti alla gola e tre soldati dietro di lui con le mani in segno di resa. Durante l'episodio Chips riportò una ferita sul cuoio capelluto e delle piccole bruciature.

Rowell raccontò che nella capanna si trovavano molte mitragliatrici, e che Chips era riuscito a toglierne una dal supporto prendendola per la canna, per poi buttarsi sul militare, afferrandolo alla gola.

Il suo conduttore, John Rowell e gli altri militari riuscirono a salvarsi grazie a questo atto eroico, ma fino ad oggi non era arrivato nessun riconoscimento per il cane.

Nei giorni scorsi, il 15 gennaio, è stata assegnata la Dickin Medal, la medaglia viene conferita agli animali che durante la seconda guerra mondiale si sono distinti per il coraggio e la dedizione al lavoro. La Dickin Medal viene conferita dal Psda (People's Dispensary for Sick Animals),ed è stata istituita nel 1943 in onore della fondatrice del Psda, Maria E. Dickin.

La medaglia, che ancora oggi viene conferita agli animali che si distinguono per il loro eroismo nei conflitti e durante gli eventi catastrofici, riposta la scritta "For Gallantery We Also Serve" da un lato, ed i dettagli dell'evento per cui l'animale viene premiato, sul rovescio. L'elenco degli animali premiati si trova sul sito della Psda.

La medaglia di Chips è stata ritirata, a Londra, da John Wren, il figlio del proprietario di Chips, che lo donò al corpo militare statunitense per la guerra.

  

Molti musei si occupano della Seconda Guerra Mondiale, in questo articolo potrete trovare i diciannove migliori musei al mondo che si occupano di questo evento storico.

Fonte foto: https://www.pdsa.org.uk

 

 

  

 

 

Nella valanga che travolse l'hotel Rigopiano (PE) un anno fa (18 gennaio), e dove persero la vita ventinove persone, vennero tratti in salvo, dopo cinque giorni, tre cuccioli di pastore maremmano abruzzese, la foto del ritrovamento fece il giro del web e divenne simbolo di speranza e rinascita.

I tre cuccioli, dopo le prime cure, furono affidati alla famiglia di Roberto Del Rosso, gestore dell'hotel, rimasto vittima della valanga. I parenti decisero di dare i cuccioli in adozione, due sono stati adottati da due famiglie di Farindola, il terzo dal papà di Jessica Tinari, la ragazza ventiquattrenne rimasta vittima della valanga insieme al suo fidanzato.

Il signor Mario Tinari ha deciso di adottare il cucciolo dopo aver visto, sul profilo Facebook della figlia, alcune foto di Golia, il nonno dei tre cuccioli, ha deciso chiamare così anche il nuovo arrivato in casa Tinari, mantenendo una promessa fatta alla figlia.

 

Foto: Ansa

Il Dobermann è considerato il cane per eccellenza, il suo aspetto fiero ed elegante, il suo carattere equilibrato lo rendono un cane dai mille usi.

Il dobermann appartiene al Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi e cani da montagna e Bovari Svizzeri con riferimento alla Sezione 1.1 Pinscher e Schnauzer, con prova di lavoro.

La storia del dobermann è particolare poichè è l'unico cane che porta il nome del suo creatore, Friedrich Louis Dobermann (2.1.1834-9.6.1894).

Il Dobermann è un cane recente, le sue origini risalgono agli anni compresi tra il 1850 ed il 1870, ad Apolda, nell'attuale Turingia.

Il signor Dobermann, secondo quanto è stato tramandato, esercitò varie professioni tra cui quella di esattore delle tasse, lavoro pericoloso all'epoca, e accalappiacani comunale. Frequentatore di mostre canine, sentì l'eesigenza di selezionare un cane dalle mille sfaccettature, con un carattere equilibrato, con amore viscerale per il conduttore e qualità quali il coraggio, la tempra e la docilità.

La razza venne selezionata utilizzando varie razze, non si conoscono tutte con certezza, l'unica certezza è la "base" di partenza, un pinscher femmina fuori taglia, di nome Bismarck a cui venne cambiatro il nome in Bismart per non offendere il cancelliere tedesco Otto von Bismarck.

Le altre razze che vennero utilizzate sono gli antenati dei moderni pastore tedesco (stoppelhopser) e del rottweiler (i cani da macellai usati come bovari), si ritrovano nel dobermann anche il weimaraner (o bracco di Wimar), il greyhound, l'alano blu, il Manchester black and tan terrier e d il beauceron con il quale ha notevoli somiglianze morfologiche e caratteriali (spesso il dobermann veniva individuato come baruch). Alcune di queste razze hanno lasciato dei segni evidenti nell'attuale dobermann, si pensi ai colori isabella e blu che ricordano molto il manto dei weimaraner e dell'alano.

Caratterialmente Dobermann decise di selezionare un cane che potesse essere un buon difensore del padrone e della casa, un buon guardiano, ma anche un cane affettuoso con il proprio padrone e la sua famiglia.

Il dobermann venne utilizZato come cane da caccia, da guardia, da gregge ed in polizia, lavoro grazie al quale gli venne dato il soprannome di "cane poliziotto".

Durante la prima guerra mondiale venne utilizzato come cane da guardia per i prigionieri ed i depositi di armi e viveri e come cani da ricerca dei feriti. Oggi il dobermann viene impiegato come cane da soccorso, da difesa e da ricerca (droga ed esplosivi).

La razza dobermann venne riconosciuta ufficialmente solo nel 1898, dopo la morte del suo primo allevatore, il merito di questo riconoscimento va ad Otto Göller, giudice nelle esposizioni, amico di Dobermann e studioso della razza. Ad entrare nel libro delle origini tedesco furono i cani di Göller, Graat Belling V. Gronland e Gerthilde V. Gronland.

MITI DA SFATARE

Il dobermann è una delle razze a cui vengono attribuiti falsi miti e leggende metropolitane, purtroppo ancora oggi si crede molto a ciò che si è sentito dire e non ci si documenta abbastanza per sapere che molte delle false notizie che circolavano sul dobermann fossero inventate.

La prima cosa a cui si pensa quando si parla di dobermann è la leggenda che li vede impazzire al raggiungimento del settimo anno di vita. Questa storia non è mai raccontata allo stesso modo: c'è chi dice che il cervello diventa più grande della scatola cranica così che comprimendosi porterebbe il cane ad impazzire, chi parla di vermi che dalla coda arrivano al cervello, e tanto altro. Sta di fatto che è stato scientificamente provato che il cervello di qualsiasi essere diminuisce il proprio volume con gli anni, e non aumenta, oltre al fatto che una compressione del cervello porterebbe non solo sbalzi di umore, ma creerebbe problemi di deambulazione, di controllo sfinterico, nell'equilibrio, nell'udito e nella vista, fino a portare l'essere alla morte per deterioramento celebrale.

Quindi possiamo affermare che questa leggenda sia falsa, nata negli anni '70 a causa, probabilmente, di alcune linee di sangue affette da distimia, una malattia che possono avere tutti i cani, non solo quelli di razza, che porta l'animale a manifestare dei comportamenti aggressivi apparentemente immotivati. E' in ogni caso una malattia assai rara e che si manifesta molto prima dei sette anni.

L'altro mito riguardante questa razza è quello della sua creazione in laboratorio voluta da Hitler, ecco, spero di aver chiarito l'origine della razza e, di conseguenza, la falsità di tale affermazione.

Fonte foto: google

CURIOSITA'

Il dobermann viene utilizzato dai marines americani che lo hanno soprannominato "Devil dog" a causa della conformazione delle orecchie quando vengono tagliate, che assomigliano alle corna del diavolo.

E' vietato amputare coda ed orecchie, in Germania già dal 1997, in Italia dal 2007 (ordinanza Turco), non sono ammessi alle esposizioni cadi amputati, a mano che nati prima dell'entrata in vigore della legge che ne abolisce i tagli.

 

Foto divertenti, non sono utilizzate a titolo esemplificativo, soggette a @copyright (Forever Best dell'Orgoglio Nero)

COLORAZIONI DEL DOBERMANN

I colori ammessi dallo standard sono solamente il nero focato ed il marrone focato, i colori albino, isabella e blu focato non sono riconosciuti dallo standard FCI.

Il blu e l'isabella non sono accettati dal 1995, non ne viene ammessa la riproduzione poichè scoperte scientifiche hanno mostrato come il gene che attribuiva la colorazione del mantello fosse lo stesso che causava una particolare forma di alopecia (della del "mutante di colore").

La CDA (Color Diluition Alopecia o Blue Dobermann syndrome) porta oltre alla perdita di pelo, alla formazione di pustole e pelle squamosa, principalmente su collo e tronco, si manifesta intorno ai quatro mesi per peggiorare in seguito. La CDA è difficilmente curabile ed è una malattia cronica.

In America lo standard AKC-DPCA (Dobermann Pinscher Club of America) ammette tutti e quattro i colori.

Dobermann bianco – Ha fatto la sua comparsa nel novembre 1976, Padula's Queen Shebah, era figlia di due dobermann con colorazione normale (Rasputin VI e Dynamo Humm), tutti i dobermann bianchi comparsi in seguito sono i discendenti di Shebah ( se ne tiene traccia nella lista z-list).

Il colore bianco è dato da un particolare gene, chiamato masking factor, con locus diverso dagli altri ed opera indipendentemente dai geni precedenti. Il dobermann bianco non deve essere confuso con l'albino, anche se è considerato un albino parziale, ha occhi azzurri (soffre di fotofobia), mantello color crema con macchie marrone chiaro, ha un carattere molto timido.

Il colore bianco non è ammesso dallo standard, neanche da quello americano, l'AKC (American Kennel Club) ha modificato lo standard nel 1982.

 

  

LO STANDARD ENCI N° 143 / 14.02.1994

ORIGINE: Germania

DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 14.02.1994

UTILIZZAZIONE: Cane di accompagnamento, protezione e utilità

ASPETTO GENERALE IL Dobermann è di media taglia, di forte costruzione e ben muscoloso. Per le sue linee eleganti, la sua fiera prestanza, il suo carattere ben temprato e la sua espressione risoluta, corrisponde all’immagine ideale del cane.

PROPORZIONI IMPORTANTI Il Dobermann, soprattutto il maschio, è praticamente inscrivibile in un quadrato. Nel maschio, la lunghezza del tronco (misurata dalla punta della spalla alla punta della natica), non deve sorpassare di più del 5% (nelle femmine non più del 10%) l’altezza al garrese.

COMPORTAMENTO – CARATTERE Il Dobermann è fondamentalmente amabile e pacifico; in famiglia, è affettuoso e ama i bambini. Si ricercano un medio temperamento e una media mordacità, proprio come una media soglia di irritabilità. Facile da educare e pieno di zelo per il lavoro, il Dobermann deve essere efficiente, coraggioso e di un carattere ben temprato. Poiché è molto attento a tutto quello che succede attorno a lui (la sua attenzione è adattata alle circostanze), si desidera che sia sicuro di sé e senza paura.

TESTA REGIONE DEL CRANIO Cranio il cranio è forte e in armonia con l’insieme del cane; visto da sopra ha la forma di un cono tronco. Visto dal davanti, la linea trasversale della sommità del cranio deve essere quasi orizzontale e non discendere sui lati verso gli orecchi. Il profilo della canna nasale è prolungato quasi in linea diritta da quello del cranio, che poi discende verso la nuca formando un leggero arrotondamento. Le arcate sopraccigliari sono ben sviluppate senza essere sporgenti. La sutura metopica è ancora visibile. L’osso occipitale non deve essere troppo evidente. Viste dal davanti e da sopra, le facce laterali del cranio non devono dare l’impressione d’essere sporgenti (paffute). La leggera curva laterale del mascellare e delle ossa zigomatiche deve raccordarsi armoniosamente con la lunghezza del cranio. I muscoli sono molto sviluppati. Stop poco sviluppato, ma perfettamente percettibile

REGIONE DEL MUSO Tartufo ben sviluppato, più largo che rotondo, con grandi narici, senza, nell’insieme, essere sporgente. Nei cani neri è nero, nei cani marroni è d’un tono più chiaro. Muso ben proporzionato rispetto al cranio, e molto sviluppato, il muso è alto. La fenditura della bocca deve arrivare fino al livello dei molari. Anche a 2 livello degli incisivi superiori e inferiori, il muso deve presentare una buona larghezza. Labbra devono essere ferme e lisce, ben aderenti alle mascelle e assicurare un chiusura perfetta della bocca. Pigmento scuro; nei cani marroni può essere d’un tono un po’ più chiaro. Mascelle/Denti le mascelle superiori e inferiori sono potenti e larghe. Chiusura a forbice con 42 denti corrispondenti alla formula dentaria, di uno sviluppo normale. Occhi di media grandezza, ovali, di colore scuro. Nei cani marroni è ammesso un tono un po’ più chiaro. Le palpebre aderiscono bene alla forma del globo oculare. Bordi delle palpebre provvisti di ciglia. Orecchi attaccati alti e tagliati ad una lunghezza ben proporzionata alla testa, sono portati eretti. Nei paesi dove il taglio degli orecchi è proibito, l’orecchio integro ha lo stesso valore, per il giudizio, dell’orecchio tagliato (si ricerca un orecchio di media grandezza, il cui bordo anteriore sia ben aderente alla guancia)

COLLO d’una lunghezza ben proporzionata al corpo e alla testa, è asciutto e ben muscoloso. Il suo profilo superiore disegna un arco elegante. Portamento alto e distinto.

CORPO Garrese soprattutto nei maschi, deve essere nettamente uscente; la sua altezza e lunghezza determinano la linea superiore che è ascendente a partire dalla groppa. Dorso solido e corto, di buona lunghezza e ben muscoloso Rene di buona lunghezza e ben muscoloso. La femmina può avere un rene un po’ più lungo, per fare spazio alle mammelle Groppa a partire dall’osso sacro in direzione dell’inserzione della coda, la groppa è pochissimo, quasi impercettibilmente, inclinata; d’un aspetto ben arrotondato, non è così né orizzontale né visibilmente inclinata. Di buona larghezza con una muscolatura possente. Torace l’altezza e la lunghezza del torace devono essere ben proporzionati alla lunghezza del tronco; con le sue costole leggermente cerchiate, la sua altezza deve raggiungere presso a poco la metà della taglia misurata al garrese. È di una buona larghezza e particolarmente ben sviluppato verso l’avanti (petto) Linea inferiore dopo l’estremità posteriore dello sterno fino al bacino il ventre è nettamente rilevato.

CODA attaccata alta, è corta, essendo tagliata in modo da mantenere visibili due vertebre caudali. Nei paesi dove la legge proibisce il taglio della coda, può essere conservata integra.

ARTI ANTERIORI nell’insieme, visti da ogni lato, sono quasi diritti e perpendicolari al suolo; sono di costruzione forte 3 Spalle la scapola, fermamente aderente al torace, ben muscolosa dai due lati della spina scapolare, domina le apofisi spinose delle vertebre dorsali. Il più obliqua possibile e ben diretta all’indietro, forma sull’orizzontale un angolo di circa 50° Braccio di buona lunghezza e ben muscoloso. L’angolo scapolo-omerale varia fra i 105° e i 110°. Gomiti ben aderenti al corpo, non deviati in fuori Avambraccio forte e diritto, ben muscoloso. La sua lunghezza è in armonia con l’insieme del corpo Carpo solido Metacarpo ossatura solida; visto dal davanti, in appiombo; visto di profilo, inclinazione appena accennata (al massimo 10°) Piede anteriore corto con dita serrate e arcuate (piedi di gatto). Unghie corte, nere.

ARTI POSTERIORI nel suo insieme, visto dal dietro, a causa della potente muscolatura del bacino (anca e groppa), il Dobermann dà l’impressione di essere largo e arrotondato. I muscoli che vanno dal bacino alla coscia e alla gamba danno una larghezza ugualmente apprezzabile nella regione della coscia, del ginocchio e della gamba. I posteriori sono potenti, perpendicolari al suolo e paralleli. Coscia di una buona lunghezza e larghezza e fortemente muscolosa. Buona angolazione dell’anca. La coscia forma sull’orizzontale un angolo di circa 80° a 85°. Ginocchio l’articolazione del ginocchio, formata dalla coscia, la gamba e la rotula, è robusta. L’angolo del ginocchio raggiunge i 130°. Gambadi media lunghezza, in armonia con la lunghezza del posteriore. Garretti mediamente forti, paralleli, formano tra l’osso della gamba e quello del metatarso un angolo del garretto di circa 140°. Metatarso corto, perpendicolare al suolo. Piede posteriore come per il piede anteriore, le dita sono corte, ben chiuse e arcuate. Unghie corte, nere.

ANDATURA l’andatura è di una importanza tutta particolare sia per il rendimento che per l’apparenza esterna. Il passo è elastico, elegante, morbido, sciolto e copre molto terreno. Gli anteriori si allungano in avanti il più possibile. I posteriori danno la spinta necessaria per l’ampiezza e l’elasticità dei movimenti. Il cane avanza simultaneamente l’anteriore da un lato e il posteriore dell’altro. Il dorso, i legamenti e le articolazioni sono resistenti.

PELLE la pelle, ovunque perfettamente tesa, è ben pigmentata

MANTELLO PELO il pelo è corto, rude e fitto. Liscio e ben adagiato, è distribuito regolarmente su tutta la superficie del corpo. Non è ammesso alcun sottopelo.

COLORE i colori sono: nero o marrone, con focature di tinta ruggine ben pronunciate e nettamente delimitate. Le focature si trovano sul muso, in forma di macchie sulle guance e sopra gli occhi, sulla gola, al petto (due macchie), sui metacarpi e metatarsi, ai piedi, sulla faccia interna delle cosce, attorno all’ano e alla punta delle natiche.

TAGLIA E PESO Altezza: Maschi 68 – 72 cm Femmine 63 – 68 cm Per ambedue i sessi, si ricerca una taglia media. Peso Maschi circa 40 – 45 kg Femmine “ 32 – 35 kg

DIFETTI: qualsiasi deviazione a quanto sopra deve essere considerato come difetto che sarà penalizzato a seconda della sua gravità Aspetto generale: • Caratteri legati al sesso poco pronunciati • Poca sostanza, troppo leggero • Troppo pesante • Alto sugli arti • Ossatura fragile Testa : • Troppo forte, troppo stretta, troppo lunga • Stop troppo/troppo poco marcato • Canna nasale montonina • Linea trasversale del cranio discendente molto di lato • Mandibola debolmente sviluppata • Occhio rotondo o alla cinese, occhio chiaro, occhio sporgente o infossato. • Guance sporgenti • Labbra non aderenti • Orecchi attaccati troppo alti o troppo bassi • Commessura labiale rilasciata Collo: • Un po’ corto, troppo corto, troppo lungo (disarmonico) • Pelle troppo abbondante, giogaia • Collo concavo detto di cervo Tronco: • Dorso non sufficientemente fermo, avvallato, di carpa, troppo lungo nel suo insieme 5 • Groppa avvallata • Costole a botte, piatte • Torace troppo poco disceso o troppo stretto • Petto troppo poco sviluppato • Coda attaccata troppo alta o troppo bassa • Linea inferiore troppo o troppo poco rilevata Arti : • Angolazione degli anteriori o dei posteriori troppo o troppo poco accentuate • Gomiti scollati • Posizione e lunghezza delle ossa e delle articolazione incompatibile con lo standard • Piedi mancini, cagnoli • Garretti vaccini o a botte o troppo chiusi • Piedi aperti o schiacciati, dita insufficientemente sviluppate, unghie chiare Mantello: • Focature troppo chiare o non nettamente delimitate o sporche (carbonate) • Maschera troppo scura • Grandi macchie nere sugli arti • Macchie appena visibili o troppo estese sul petto • Pelo lungo, molle, sbiadito o ondulato • Chiazze senza pelo o con pelo rado • Pelo in larghe ritrose soprattutto sul tronco • Sotto pelo visibile Comportamento – carattere • Mancanza di equilibrio psichico • Temperamento troppo forte • Mordacità eccessiva • Soglia di irritabilità troppo alta o troppo bassa Taglia: • Una differenza dallo Standard fino a 2 cm in più o in meno, sarà penalizzata con una qualifica inferiore Andatura: • Movimento irregolare, passo corto, rigido • Ambio

DIFETTI ELIMINATORI Aspetto generale: inversione marcata delle caratteristiche legate al sesso Occhio: occhio giallo (da rapace), occhi di colori diversi 6 Denti: enognatismo, prognatismo, chiusura a tenaglia, numero di denti che non raggiunge quello richiesto dalla formula dentaria. Mantello macchie bianche, cane dal pelo di una lunghezza molto accentuata o d’una ondulazione molto marcata, pelo nettamente diradato o larghe chiazze glabre. Carattere: cane pauroso, nervoso o aggressivo Taglia scarto di più di 2 cm in più o in meno rispetto allo Standard N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

 

Consiglio la visione del video per ammirare questa bellissima razza

 


Fonti: http://www.pedigreedatabase.com

wikipedia

allevamnento dell'orgolgio nero

Fonte foto: la fotografia con il fumetto è stata presa da Google, le altre sono state donate al sito internet Iltuocane.it

ENCI

Foto: Forever Best dell'Orgoglio nero @copyright

E’ il più fedele amico dell’uomo e non smette mai di dimostrarlo. E’ diventato un simbolo di questo amore Leo, meticcio di 10 anni, accucciato davanti all’entrata dell’ospedale. Per giorni, infatti, il cane ha atteso fuori dall’ospedale che il padrone venisse dimesso, una storia che a molti ha ricordato Hachiko, il cane giapponese raccontato nel film con Richard Gere del 2009.

Una storia d’amore che, però, inzialmente è stata equivocata. In molti, infatti, pensavano fosse un randagio e si erano attivati per portargli da mangiare o trovargli un rifugio. La verità è emersa quando, proprio sui Social, una donna ha riconosciuto l’animale spiegando: "È il cane di Fifty (il soprannome del padrone del cane, ndr). State tranquilli, lo segue dappertutto, sono innamorati l'uno dell'altro. Amici inseparabili".

Anche l’ex datore di lavoro di Fifty si era dato da fare, aveva cercato l’uomo in ospedale per aiutare il cane ma troppo tardi. Il padrone era stato dimesso il giorno prima e, insieme al suo fedele amico, era già tornato a casa.

© 2018 IlTuoCane.it - Tutti i Diritti Riservati